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Siamo in costante contatto con i vertici degli Uffici Giudiziari circondariali e distrettuali della Magistratura, non appena verrà assunta una decisione in ordine agli accessi agli uffici Giudiziari ne verrà data comunicazione tempestiva,
il Presidente del Coa
Avv Giuseppe Sacco
Egregi Colleghi,
trasmettiamo in allegato alla presente due comunicazioni appena pervenute dalla Presidenza della Corte d’Appello, la prima riguardante la richiesta al Ministero della Giustizia di un decreto di proroga dei termini di decadenza, in conseguenza del mancato funzionamento nella giornata odierna degli uffici del Tribunale Civile e del Giudice di Pace di Venezia, la seconda inerente al regolare funzionamento delle sedi di pertinenza della Corte medesima, nonché a spiegazione del fatto che agli Ordini forensi non è stata fornita alcuna indicazione da diramare ai propri iscritti.
Preso atto di quanto sopra, Vi comunichiamo che per la giornata di domani non sono ancora stati assunti provvedimenti e che restiamo in attesa che le Autorità competenti verifichino le condizioni logistiche degli Uffici giudiziari.
Sarà nostra cura pubblicare immediatamente ogni informazione.
Giuseppe Sacco
Dalla tarda mattinata odierna il CERT-PA ha rilevato il vasto utilizzo di caselle PEC, precedentemente compromesse, utilizzate per veicolare il malware FTCODE che nelle scorse settimane è stato ampiamente utilizzato in diversi attacchi verso strutture della PA o caselle di aziende e professionisti.
La peculiarità rilevata nella variante odierna è che, oltre agire come ransomware avviando la cifratura dei dati degli utenti, attiva una serie di funzionalità di “info-stealer” ed in particolare tenta di catturare le credenziali immagazzinate nei comuni software quali:
Questa particolarità fornisce un duplice vantaggio agli attaccanti ovvero quella di recuperare informazioni, che possono essere riutilizzate per scopi illeciti, quindi monetizzare tramite la richiesta di riscatto conseguente la cifratura dei file personali.
La campagna osservata è inoltre particolarmente insidiosa perché utilizza caselle PEC mittenti sempre diversi oltre a innumerevoli oggetti che fanno anche riferimento a comunicazioni pregresse.
Di seguito un esempio tra quelli rilevati:

Alcuni degli oggetti identificati nella campagna in corso sono:
L’oggetto non è un elemento caratteristico per l’identificazione della campagna, ma sono da ritenere altamente sospetti tutti i messaggi PEC in cui l’oggetto è utilizzato anche nel corpo sotto forma di un link internet.
Nello specifico il link redirige verso fonti esterne dalle quali viene scaricato un file archivio .zip contenete file con estensione .vbs.
Sono in corso aggiuntive analisi sul malware e verifiche atte al recupero di indicatori di compromissione.
Si consiglia di utilizzare gli IoC seguenti per arginare l’infezione.
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fonte: cert-pa.it